Nella giornata internazionale delle bambine ci sembra utile sottolineare come in un mondo in cui le opportunità sembrano infinite, esista ancora un divario significativo tra ciò che bambine e bambini sognano di diventare. Questo divario, noto come “Dream Gap” è un fenomeno terribile e molto pericoloso, che influenza la fiducia delle giovani donne nelle loro abilità fin dalla tenera età. Ma cosa è il dream gap e cosa dobbiamo fare per combatterlo?
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Draw a scientist test – DAST
Se ti chiedessi di rappresentare con un disegno l’immagine cha hai di una persona di scienza, chi disegneresti? Qual è la prima immagine che ti verrebbe in mente?
Il “Draw A Scientist Test” è un esperimento sociale che è stato condotto e monitorato per decenni. Questo semplice esperimento chiede a studentesse e studenti di ogni età, sesso, etnia e nazionalità di creare un’immagine dell’aspetto che essi ritengono debba avere “a scientist” (l’esperimento è stato fatto utilizzando il vocabolo inglese “scientist” quindi, di per sé, privo di connotazione di genere).
I primi risultati di questo test – iniziato nel 1966– hanno evidenziato un pregiudizio gigantesco: il 99,4% dei disegni realizzati, raffigurava uno scienziato maschio; nello specifico: su 5.000 disegni raccolti tra il 1966 e il 1977, solo 28 raffiguravano scienziate donne (tutti realizzati da ragazze).
L’esperimento è andato avanti negli anni, con risultati progressivamente migliori, ma ancora problematici e ben lontani da una rappresentazione equa. In particolare nel corso degli anni si è registrato che:
- È aumentato il numero delle scienziate rappresentate nei disegni. Se come abbiamo visto nello studio originale, durato 11 anni, soltanto meno dell’1% dei disegni raccolti da bambini e bambine erano di scienziate, questo numero ha raggiunto negli studi successivi una media del 28%.
- Sono le studentesse a guidare il cambiamento. Sono state principalmente le studentesse a iniziare a disegnare più spesso scienziate. Nello studio originale solo l’1,2% delle ragazze disegnava scienziate, percentuale che è salita al 33% nel 1985 per poi arrivare al 58% nel 2016. I ragazzi, invece, ancora disegnano scienziati quasi nove volte su dieci.
- Con l’aumentare dell’età di studentesse e studenti aumenta la percentuale di persone che disegna scienziati. All’asilo il numero di disegni rappresentanti scienziate equivale, più o meno, a quello dei disegni che rappresentano scienziati, ma alle scuole superiori, i disegni di scienziati sono quattro volte superiori rispetto a quelli che rappresentano scienziate.
E tu, quando ti ho chiesto di pensare una persona di scienza, a chi hai pensato? Era un uomo, oppure una donna?
Dream gap, cos’è e qual è il suo impatto
Si parla di Dream Gap riferendoci al fenomeno per cui bambine e giovani ragazze iniziano a dubitare delle proprie capacità a un’età molto precoce, spesso intorno ai 5 o 6 anni. Numerosi studi hanno dimostrato che a quest’età molte ragazze già credono di non essere intelligenti come i loro coetanei maschi. Questo divario di percezione può limitare le loro aspirazioni, portandole a evitare carriere o ruoli che percepiscono come “inaccessibili” soltanto a causa del loro genere.
È molto famoso un bellissimo video realizzato da Mattel al riguardo, in cui sono le stesse – loro malgrado- vittime del Dream Gap a spiegarci quali sono le conseguenze di questo fenomeno, le sue radici e cosa dobbiamo fare per combatterlo.
Ma davvero la rappresentazione che noi abbiamo di certe categorie professionali e sociali ha impatto sulla percezione di noi stesse e del nostro ruolo nel mondo?
Sì, e il fenomeno del Dream Gap ne è appunto una triste dimostrazione. Segnalo al riguardo due studi molto interessanti che per certi aspetti giungono a conclusioni simili:
- Il primo, Female Role Models: Protecting Women’s Math Test Performance, si interroga su quale sia l’impatto dell’esposizione a modelli di ruolo femminili in campo scientifico e matematico sulla riduzione della minaccia degli stereotipi e sul miglioramento delle prestazioni delle ragazze in queste materie, ottenendo la conferma che quando le studentesse vengono esposte a donne di successo nelle discipline STEM, le loro prestazioni migliorano grazie all’aumento dell’autoefficacia e alla riduzione dell’ansia associata alla minaccia degli stereotipi.
- Il secondo, The Effects of Gender Stereotypic and Counter-Stereotypic Textbook Images on Science Performance, studia l’effetto delle immagini stereotipate e contro-stereotipate sulla comprensione delle scienze e sull’ansia di studenti e studentesse delle scuole superiori; arrivando alla conclusione che quando le studentesse vedono rappresentate scienziate nei libri di testo, questo influisce positivamente sul loro interesse per la scienza sui risultati ottenuti nei test.
Sono moltissime, inoltre, le ricerche che dimostrano quanto i pregiudizi che provengono dalla società possano influenzare la percezione che noi abbiamo di noi stesse come persone e di conseguenza anche i risultati che poi concretamente otteniamo. Riflettendo su questo tema è interessante citare la seguente ricerca: Gender stereotypes about intellectual ability emerge early and influence children’s interests.
Obiettivo di questa ricerca era esplorare come gli stereotipi di genere sull’intelligenza inizino a svilupparsi nelle bambine e nei bambini già a 5 anni e come queste percezioni influenzino gli interessi e le scelte future, soprattutto per le bambine.
Nel corso dell’osservazione è stato chiesto a bambine e bambini chi volesse prendere parte a un gioco per persone “davvero tanto tanto intelligenti”. È stato osservato che:
- Al di sotto dei 5 anni bambine e bambini si proponevano in egual misura per prendere parte al gioco;
- Dall’età di 6 anni si assiste a un cambiamento: le bambine perdono interesse per l’attività presentata come rivolta a persone molto intelligenti, ma mantengono attivo l’interesse invece per un’altra attività rivolta a persone che si impegnano con costanza.
È evidente come gli stereotipi di genere sulla genialità inizino a formarsi precocemente, influenzando il modo in cui le ragazze vedono il proprio potenziale nelle attività tradizionalmente associate a un’elevata intelligenza, come la matematica, la scienza o i ruoli di leadership.
“Se puoi sognarlo puoi farlo” diceva qualcuno, ma cosa succede quando tutto intorno a noi ci suggerisce di non poterlo neanche sognare?
Dream gap: cosa dobbiamo fare per combatterlo
Spetta a ciascuna e ciascuno di noi avere un ruolo attivo nella lotta a questo fenomeno. Ma cosa possiamo fare?
- Incoraggiare modelli positivi: esporre bambine e ragazze a modelli di donne che hanno avuto successo nei loro ambiti può aiutarle a immaginarsi in quelle posizioni. È importante evidenziare e celebrare le donne di successo in vari campi, come quello scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM), e in ruoli di leadership;
- Sfidare gli stereotipi di genere: combattere attivamente gli stereotipi che suggeriscono che certe carriere o attività sono solo per i ragazzi o solo per le ragazze. Questo include anche proporre fin da piccole e piccoli giocattoli neutri dal punto di vista del genere e incoraggiare bambine e bambini a esplorare un’ampia gamma di interessi;
- Sostenere l’istruzione STEM per le ragazze: offrire alle ragazze l’opportunità di impegnarsi in attività STEM fin da piccole, come laboratori pratici, corsi di coding, science camp e programmi di tutoraggio specificamente progettati per rafforzare la loro fiducia e le loro competenze in queste aree,
- Responsabilizzare l’uso del linguaggio: utilizzare un linguaggio che dia potere alle ragazze e le incoraggi ad affrontare le sfide. Evitare frasi che suggeriscano limitazioni basate sul genere, ma rafforzare al contrario il messaggio che si può raggiungere qualsiasi obiettivo con impegno e determinazione. Nominare le professioni declinandole al femminile (avvocata, ingegnera, architetta, etc.) contribuisce a creare rappresentazione: nominare significa riconoscere l’esistenza.
- Sostenere politiche di cambiamento: sostenere le politiche e le iniziative che promuovono l’uguaglianza di genere nell’istruzione e sul posto di lavoro. Ciò include la richiesta di un accesso paritario alle risorse, di programmi di borse di studio per le ragazze in settori sottorappresentati e di politiche sul posto di lavoro che sostengano l’avanzamento di carriera delle donne.
Per chiudere il Dream Gap e promuovere un mondo più equo, è fondamentale sostenere la rappresentazione e l’inclusività in ogni aspetto della società. Le aziende possono fare la differenza implementando politiche di diversità e creando ambienti in cui ogni persona si senta valorizzata e rispettata. Investire nella rappresentazione e nell’equità non solo rafforza la fiducia delle giovani ragazze, ma costruisce anche un futuro in cui chiunque, a prescindere dal genere, possa raggiungere le proprie ambizioni senza barriere.

