La DEI non deve essere vista come una sigla da glossario, ma come il modo in cui si costruisce un’ospitalità che funziona davvero.

Il settore che più di tutti lavora con le differenze
Ogni giorno il turismo mette in contatto persone che vengono da mondi diversi per lingua, cultura, età, abilità fisica, orientamento, religione, background economico. È forse il settore in cui la varietà umana è più visibile e più quotidiana. Eppure è anche un settore che fatica ancora a trasformare questa varietà in un valore riconosciuto, invece di trattarla come una variabile da gestire.
Cosa si intende con DEI e perché le parole contano
Diversità è il dato di partenza: le differenze esistono, sono reali e riguardano genere, etnia, età, orientamento sessuale, disabilità, religione, provenienza culturale e condizione socioeconomica. Nel turismo la diversità è già presente ogni giorno, in ogni ospite che entra. La questione è se viene riconosciuta o ignorata.
Equità è il concetto che più spesso viene frainteso, perché si tende a confonderlo con uguaglianza. La distinzione però è sostanziale. L’uguaglianza (equality) prevede di trattare tutte le persone allo stesso modo, offrendo le stesse risorse indipendentemente dalla situazione di partenza. In apparenza è giusto; nella pratica, non basta. Se a tutte le persone vengono consegnate scarpe della stessa misura, solo alcune cammineranno comodamente. L’equità (equity) parte invece dal riconoscimento che le persone non hanno tutte le stesse condizioni di partenza, e che per questo richiedono risorse e supporti differenziati. È esattamente il principio su cui si fonda la strategia europea sulla parità di genere promossa dalla Commissione Europea: intervenire su aree specifiche come partecipazione al mercato del lavoro, divario retributivo, parità nelle posizioni decisionali proprio perché trattare tutto “ugualmente” produce risultati disuguali quando i punti di partenza non lo sono.
Inclusione è il passo che viene dopo: non basta aprire la porta, bisogna fare in modo che entrare valga la pena. Un ambiente inclusivo è quello in cui le persone si sentono davvero accolte, non tollerate, non “gestite”, ma ascoltate e rispettate per quello che sono.
Perché è importante anche sul piano competitivo
Il tema ha evidentemente una dimensione etica. Ma chi lavora nel settore sa bene che i principi, da soli, non reggono a lungo senza un fondamento pratico. E qui i dati dicono qualcosa di preciso: secondo una ricerca del World Travel & Tourism Council, la maggior parte delle aziende turistiche analizzate ha già investito in personale e politiche DEI. Non per obbligo, ma perché le organizzazioni più inclusive mostrano maggiore capacità di innovazione, prendono decisioni migliori e trattengono i talenti con più facilità.
È una questione di qualità del servizio. Una guida turistica che conosce dall’interno la cultura di chi ha di fronte, una persona alla reception capace di comunicare con una turista o un turista neurodivergente, una cucina che sa preparare menu adatti a esigenze religiose o dietetiche diverse, non sono dettagli: sono la differenza tra un servizio qualunque e uno che le persone ricordano e consigliano.
La diversità, nel turismo, è una risorsa che, se valorizzata, si traduce direttamente in qualità dell’esperienza.
DIVETOUR2: formare chi lavorerà nel turismo di domani
In questo contesto nasce DIVETOUR2 – A Journey through DEI at the Time of Generative AI, progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+ che unisce quattro organizzazioni di Italia, Lituania e Portogallo, tra cui Wattajob, per sviluppare materiali formativi innovativi destinati a studentesse, studenti e docenti di istruzione e formazione professionale nel settore turistico.
Il progetto si articola in una piattaforma formativa composta da learning pills digitali, un gioco, un kit per la didattica e un White Paper. L’obiettivo non è trasmettere la DEI come un obbligo formale o una checklist da spuntare, ma come una competenza concreta che cambia il modo in cui si lavora, si seleziona il personale, si accoglie l’ospite, si costruisce un team.
Scopri di più su Divetour2: https://divetour2learning.eu/it/
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