Certificazione della parità di genere: un vantaggio strategico

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La parità di genere è un tema centrale nel contesto lavorativo contemporaneo, e le aziende che vogliono restare efficaci e competitive non possono fare a meno di migliorare le politiche aziendali per promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne. Oltre ai numerosi vantaggi in termini di creatività, benessere e reputazione, sempre più studi ci dicono che i nuovi lavoratori, in particolare dalla generazione z in poi, ricercano attivamente ambienti di lavoro che dimostrano pragmaticamente il loro impegno rispetto a diversità, inclusione e gender gap.

Il tema della Parità di Genere è affrontato anche dal PNRR italiano che ha previsto lo stanziamento di 19,81 miliardi di euro per lo sviluppo di politiche di inclusione e coesione sociale; in particolare, 6,66 miliardi di euro sono stati destinati allo sviluppo di una certificazione della parità di genere.

In questo articolo, esploreremo cosa comporta la certificazione della parità di genere, i benefici che offre alle aziende e come è possibile ottenerla.

UNI/PdR 125:2022: che cos’è la certificazione della parità di genere

La prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022 è stata elaborata al fine di definire criteri, prescrizioni tecniche ed elementi funzionali alla certificazione della parità di genere nelle imprese.

La certificazione della parità di genere è un riconoscimento formale che attesta l’impegno di un’azienda nella promozione e nel mantenimento di un ambiente di lavoro equo tra uomini e donne. Questo processo di certificazione valuta le politiche, le pratiche e le procedure aziendali in relazione all’uguaglianza di genere, garantendo che le opportunità e le retribuzioni siano eque e non discriminate.
Il sistema di certificazione della parità di genere ha come obiettivo il miglioramento della qualità del lavoro femminile, l’aumento di trasparenza nei processi lavorativi delle imprese e la riduzione del “gender pay gap”, ovvero la differenza retributiva tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini.

Quali sono i vantaggi della certificazione?

Portare a termine il percorso per la certificazione porta vantaggi a diversi livelli:

  • Benefici economici: una delle ragioni principali per cui le aziende dovrebbero considerare di ottenere la certificazione è il potenziale vantaggio economico. Le aziende certificate possono beneficiare di esoneri contributivi fino all’1% dei contributi versati, per un massimo di 50.000 euro all’anno. Questo rappresenta un incentivo significativo per le imprese che decidono di investire in politiche di inclusione e diversità.
  • Accesso a nuove opportunità di business: la certificazione aumenta il punteggio delle aziende nelle gare, nei bandi e nei progetti pubblici. Questo significa che le aziende certificate hanno maggiore probabilità di vincere contratti e opportunità di lavoro, migliorando così la loro posizione nel mercato.
  • Miglioramento dell’immagine aziendale: l’adozione di politiche di riduzione del gender gap non solo migliora l’ambiente di lavoro, ma anche l’immagine dell’azienda. Le organizzazioni che dimostrano un impegno concreto verso la parità di genere possono attrarre talenti di alta qualità e migliorare la soddisfazione dei dipendenti.

Come ottenere la certificazione?

Ottenere la certificazione della parità di genere richiede di seguire una serie di passaggi. Vediamo insieme una guida pratica.

Step 1: valutazione interna

Il primo passo per le aziende che desiderano migliorare la parità di genere consiste in una valutazione interna approfondita. La prassi UNI/PdR 125:2022 prevede l’adozione di specifici indicatori, Key Performance Indicator (KPI), in relazione a 6 aree di valutazione per le differenti variabili che contraddistinguono un’organizzazione inclusiva e rispettosa della parità di genere:

  • Cultura e strategia
  • Governance
  • Processi Human Resources
  • Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda
  • Equità remunerativa per genere
  • Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro

Step 2: piano d’azione

Dopo aver completato la valutazione iniziale, l’azienda dovrebbe sviluppare un piano d’azione basato sui risultati ottenuti. Questo piano deve essere concreto e mirato a colmare le lacune evidenziate nella valutazione, introducendo misure specifiche per migliorare la parità di genere.
Tra le azioni possibili, si possono includere:

  • Realizzazione di interventi analisi della percezione delle dipendenti e dei dipendenti sulle pari opportunità nell’ultimo anno;
  • erogazione di programmi di formazione per sensibilizzare i dipendenti su temi come la diversità, l’inclusione e i pregiudizi inconsci;
  • creazione o aggiornamento delle proprie politiche di assunzione con la definizione di procedure standard che siano riconosciute come inclusive;
  • introduzione di servizi dedicati al rientro post maternità/paternità (come ad esempio procedure o attività per il back to work o percorsi di coaching);
  • introduzione di servizi per conciliare meglio vita lavorativa e privata delle persone e supportandole con le loro responsabilità familiari;
  • realizzazione di attività sul territorio volte alla promozione della parità di genere nella comunità di cui l’organizzazione fa parte.

Step 3: monitoraggio e reporting

Per garantire che le iniziative implementate abbiano un impatto concreto, è necessario stabilire un sistema di monitoraggio continuo dei progressi. Le aziende devono raccogliere dati periodici sulle loro pratiche, ad esempio sulla composizione di genere del personale, sui tassi di promozione e sull’equità salariale.
È fondamentale che i risultati siano trasparenti: le aziende possono pubblicare report periodici che mostrano il progresso fatto verso il raggiungimento della parità di genere. Questo non solo dimostra l’impegno dell’azienda su questi temi, ma aumenta anche la fiducia delle persone interne all’organizzazione, degli investitori e della società civile, che vedranno l’azienda come un soggetto responsabile e attento al benessere dei propri lavoratori.

Step 4: richiesta di certificazione

Una volta che le aziende hanno implementato le misure necessarie, possono richiedere una certificazione presso enti accreditati che verificheranno le politiche e le pratiche relative alla parità di genere. Le aziende devono dimostrare con prove concrete (come dati, politiche interne, testimonianze dei dipendenti) che le iniziative avviate sono efficaci e producono risultati reali.

Step 5: rinnovo periodico

La certificazione della parità di genere deve essere rinnovata ogni due anni. Questo richiede alle aziende di mantenere l’effetto positivo delle politiche messe in atto e di implementare sempre nuove strategie per migliorare ancora di più le proprie pratiche rispetto alla riduzione e all’eliminazione del divario di genere, dimostrando che l’impegno per la parità di genere non rappresenti per loro una misura temporanea ma una parte integrante della loro strategia a lungo termine.

Conclusioni

La certificazione della parità di genere rappresenta un riconoscimento importante e un vantaggio strategico per le aziende che vogliono distinguersi in un mercato sempre più attento alla diversità e all’inclusione. Oltre ai benefici economici e all’accesso a nuove opportunità di business, la certificazione migliora l’immagine aziendale e attira talenti qualificati.
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