Quando pensiamo al turismo, immaginiamo esperienze uniche, luoghi che accolgono persone da tutto il mondo e servizi capaci di adattarsi a culture e bisogni diversi. Ma cosa succede se gli strumenti digitali che usiamo ogni giorno, dai motori di ricerca alle piattaforme di prenotazione, riflettono pregiudizi nascosti nei dati con cui sono stati addestrati?
Il rischio è concreto: ci possono essere algoritmi che consigliano solo determinate mete, descrizioni che escludono gruppi specifici di viaggiatori o immagini che non rappresentano la diversità reale delle persone. Questo non è solo un problema tecnologico, ma una questione di equità e inclusione.
La ricerca scientifica conferma questa preoccupazione. Una recente revisione sistematica pubblicata su AI and Ethics evidenzia come la mancanza di diversità e inclusione nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale possa portare a fenomeni di digital redlining, discriminazione e oppressione algoritmica. In altre parole, sistemi che dovrebbero facilitare la vita delle persone rischiano invece di amplificare stereotipi e marginalizzare intere comunità.
Le cause principali sono due. Da un lato, i dataset utilizzati per addestrare i modelli non sempre rappresentano in maniera completa la società, escludendo minoranze, persone con disabilità o gruppi meno visibili. Dall’altro, la scarsa diversità all’interno dei team che sviluppano questi strumenti contribuisce a introdurre inconsapevolmente ulteriori pregiudizi.
Il problema è rilevante anche nel turismo. Un motore di raccomandazioni che propone itinerari standardizzati, senza tener conto di esigenze diverse (per esempio accessibilità per persone con disabilità, preferenze culturali o linguistiche), rischia di offrire esperienze esclusive anziché inclusive. Questo non solo limita l’esperienza dei viaggiatori, ma danneggia anche la reputazione delle destinazioni e delle imprese del settore.
E qui entra in gioco il progetto Erasmus + DIVETOUR2
Con DIVETOUR2 stiamo sviluppando una piattaforma e-learning che unisce pillole formative su DEI e intelligenza artificiale generativa a strumenti pratici. Tra questi, un gioco da tavolo ibrido (digitale e analogico) che permetterà a studenti e studentesse del settore turistico di confrontarsi con scenari realistici di inclusione e discriminazione.
Due sono gli obiettivi:
- Aiutare i futuri professionisti a riconoscere i rischi dei bias nei dati e nei sistemi digitali.
- Fornire strumenti concreti per sviluppare un approccio critico e consapevole, capace di valorizzare la diversità come risorsa.
Integrare principi di diversità e inclusione nello sviluppo dell’AI non è solo una questione etica, ma anche di efficacia: sistemi progettati in modo inclusivo sono più affidabili, più equi e più accettati dagli utenti finali.
Vuoi scoprire come partecipare a questo percorso? Continua a seguirci per aggiornamenti sul progetto DIVETOUR2 e sulle prossime attività formative.
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